Il cugino di campagna: il gatto selvatico

Il gatto selvatico europeo in realtà appartiene alla stessa specie dei nostri mici domestici, ma non essendo mai stato addomesticato non ha alcuna affinità con l’uomo, dal quale si tiene alla larga.

Vive principalmente in ambiente boschivo ed è un eccellente arrampicatore. Si nutre di roditori, uccelli e rettili che sorprende all’agguato.

Come tutti i felini, eccettuato il leone, è un animale solitario: gli esemplari si incontrano solo per la riproduzione, tra gennaio e marzo. Le femmine mettono al mondo tra i quattro e i cinque piccoli, che rimangono con la madre fin verso i cinque mesi di età.

Rispetto ai gatti domestici, quelli selvatici sono più massicci, con coda spessa e tozza e zampe molto robuste. La pelliccia è grigia tigrata, per fungere da tuta mimetica nel sottobosco.

I predatori del gatto selvatico sono il lupo e la lince, ma la principale minaccia per questo animale sta nell’incrocio con il cugino domestico, che con il tempo potrebbe portare alla scomparsa dell’antico ceppo ancestrale della specie felina.

Immagine da Wikimedia Commons

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